L’inverno porta con sé freddo e neve fino in pianura

Siamo alla vigilia di un importante cambiamento del tempo che riporterà sulla nostra regione la latitante stagione fredda. Questo per mezzo di una serie di perturbazioni, alcune delle quali hanno già raggiunto l’Emilia-Romagna da inizio settimana portando un evidente peggioramento del tempo e che, nelle prossime 72 ore, verranno affiancate dal transito di altri due sistemi nuvolosi: dando vita, successivamente, alla formazione di una circolazione di bassa pressione. Un diffuso maltempo dai connotati pienamente invernali che ci terrà compagnia per gran parte della settimana portando pioggia, venti forti e neve fino in pianura. Il freddo polare in arrivo metterà a tacere il soffio mite dei giorni scorsi, riportando, almeno temporaneamente, le temperature medie stagionali verso valori più consoni al periodo. Le condizioni atmosferiche che si ripercuoteranno sul nostro territorio regionale avranno delle caratteristiche discontinue, con effetti dal risultato disomogeneo: per esempio, le nevicate, in un primo momento, potranno interessare tutto il settore appenninico con fenomeni misti di acqua/neve fin sulle pianure delle province di Parma e Piacenza. Successivamente, un ulteriore impulso perturbato, tra mercoledì 18 e sopratutto giovedì 19 porterà un’estesa instabilità con la probabilità che i fiocchi possano raggiungere agevolmente il tratto autostradale emiliano che scorre in prossimità dell’Appennino: coinvolgendo più da vicino le province di Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Ma il Mediterraneo, dal canto suo, riuscirà a mettere in moto una depressione che coinvolgerà progressivamente anche i settori centro-orientali. Di fatto, la circolazione ciclonica che nella seconda parte della settimana andrà a richiamare via via aria sempre più fredda, sarà in grado di abbassare sensibilmente lo zero termico: permettendo alla dama bianca di cadere sui fondovalle e, in occasione di fenomeni intensi, di spingersi fino a quote più basse delle pianure interne romagnole.

Martedì: cielo prevalentemente molto nuvoloso con precipitazioni deboli ma diffuse su tutta la regione che andranno ad esaurirsi nel corso del pomeriggio ma continuando a persistere sui rilievi e nei settori più occidentali. Quota neve di pianura sul piacentino con fenomeni a tratti moderati, generalmente al di sopra dei 2-300 metri nel parmense, dai 500 agli 800 metri sul restante tratto emiliano, mentre il limite delle nevicate rimarrà al di sopra dei 1000-1200 metri sul versante appenninico centro-orientale. Mercoledì: iniziale nuvolosità estesa seguita da temporanee schiarite. Nuovo e graduale peggioramento nel corso del pomeriggio che riguarderà principalmente le aree centro-occidentali della nostra regione con fenomeni a tratti moderati e con neve fino a quote di pianure adiacenti all’Appennino. Giovedì: cielo da nuvoloso a molto nuvoloso associato a precipitazioni diffuse, nevose a quote basse sulle pianure occidentali e a quota di collina o bassa collina sulle aree centrali, pur non escludendo fenomeni alternati di neve o misti a pioggia nelle aree di pianura emiliane. Moderata instabilità sulle restanti zone orientali accompagnata da fenomeni anche a carattere di rovesci sparsi o di locali temporali: Neve nelle zone interne appenniniche romagnole attorno a 5-600 metri circa e occasionalmente anche più in basso. Tendenza per venerdì: cieli da nuvolosi a coperti con precipitazioni inizialmente diffuse, più concentrate sui settori orientali. Graduale esaurimento nel corso del pomeriggio a partire da ovest, ad esclusione della Romagna, dove i fenomeni persisteranno fino in serata. Nevicate fino a 3-400 metri e, in occasione dei fenomeni più intensi, temporaneamente anche a quote di pianura. Temperature: in diminuzione, con valori minimi compresi tra -4 e 2 gradi e massime tra 0 e 5 gradi. Venti: deboli-moderati provenienti dai quadranti meridionali ruoteranno successivamente dai quadranti settentrionali, con rinforzo sui rilievi e lungo le coste. Mare: prevalentemente mosso.

Sebbene il detto: “Sant’Antonio dalla barba bianca fammi trovare ciò che mi manca”, (come suggerisce il libro E’ Piôv – P, Randi, P. Turchetti) farebbe coincidere questo periodo con quello, appunto, più freddo dell’anno, associando la festa del santo anacoreta egiziano alle proverbiali nevicate (tra il 1937 ed il 1947 si susseguirono per ben 11 anni di fila) è anche vero che la dama bianca nel giorno di Sant’Antonio non è un evento poi così comune come vorrebbe dimostrare l’antica tradizione. A tal proposito, ci viene in aiuto la statistica, poiché, dal 1920 ad oggi, il periodo attorno al 17 gennaio sono stati ben pochi gli episodi in cui si è verificata una nevicata, perlomeno in Romagna. Specie se consideriamo l’ultimo ventennio. E se invece esaminassimo l’andamento termico del nostro clima, ci accorgeremmo che nessuna ondata di gelo eccezionale è prevista arrivare in Italia nei prossimi giorni: anche se, il freddo, quello vero, porterà il rischio di gelate diffuse nel prossimo fine settimana e abbasserà le temperature attorno allo zero, il tutto rientra perfettamente nel quadro stagionale e nella normale casistica invernale.

Roberto Nanni Tecnico Meteorologo AMPRO Meteo Professionisti

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