Il meteo di Natale mette in pausa l’inverno. Probabile svolta per Capodanno

Gli ultimi decenni si sa, per gli amanti delle candide atmosfere natalizie trascorse dinanzi alle finestre nell”attesa di veder scendere qualche fiocco di neve dal cielo, si fa sempre più dura. I cambiamenti climatici ci hanno abituato anche a questo: ad adattarci ai capricci del tempo. In uno studio pubblicato sulla rivista Science viene mostrato come l’Artico si stia riscaldando più rapidamente di qualsiasi altra regione a un ritmo più del doppio della media globale, questo fa si che il freddo contenuto al suo interno sia costretto a fuoriuscire, contribuendo, attraverso la sua amplificazione, ad un trend termico degli inverni in aumento associato alla sostanziale estremizzazione delle ondate di gelo. Allora dov’è finito tutto questo freddo? vi chiederete. Ebbene, lo sprofondamento di un lobo del vortice polare tra Canada e Stati Uniti, propio in questi giorni, porterebbe quella che potrebbe risultare come l’irruzione artica più fredda nella storia dei cambiamenti climatici. D’altra parte, questo sbilanciamento determina una nuova distribuzione dei centri di massa sul Nord Atlantico: costringendo l’inverno ad abbandonare la scena sull”Europa per i prossimi dieci giorni. Nonostante l’incalzare dell’alta pressione sub-tropicale dimostri qualche incertezza durante questa settimana, dove delle infiltrazioni umide occidentali hanno comportato sulla nostra Regione qualche debole e intermittente fenomeno precipitativo, ma comunque di scarso effetto, sta di fatto che, questa possente azione anticiclonica, dovrebbe raggiungere il suo apice qualche giorno dopo Natale: trascinando sull’Italia una massa d’aria molto mite. La sua progressiva estensione determinerà già dal fine settimana natalizio una fase di tempo stabile e temperature superiori alla norma, che si tradurranno con delle anomalie superiori anche di 10 gradi, specie nelle aree di montagna. Tuttavia, il tempo non si presenterà “bello” e soleggiato in Emilia-Romagna, se non l’ungo i crinali appenninici, dove su quest’ultimi lo zero termico schizzerà al di sopra dei 3500 metri, al contrario, sulle pianure, spesso si presenterà molto nuvoloso, con cieli grigi offuscati da nubi basse, sovrapponibili a foschie e banchi di nebbia che in alcune zone potranno insistere per gran parte della giornata. Da segnalare, inoltre, che il lungo persistere di queste condizioni di stasi atmosferica potrà favorire gli accumuli degli inquinanti, spingendo i valori dei PM 2,5 e PM 10 a superare spesso i 75/100 µg/m3 di concentrazione, con un ulteriore deterioramento della qualità dell’aria.

Venerdì: cielo in prevalenza nuvoloso con nubi basse estese e anche persistenti sulle pianure, relative aree collinari e lungo i litorali. Foschie dense e locali banchi di nebbia in parziale diradamento durante la giornata. Sul settore appenninico giornata con nuvolosità irregolare, ma con maggiori schiarite durante il pomeriggio. Sabato: cielo in prevalenza molto nuvoloso o coperto con persistenza di nuvolosità bassa su pianure, aree collinari e lungo i settori costieri, con visibilità ridotta per foschie dense e isolati banchi di nebbia fino alla tarda mattinata e in nuova formazione dopo il tramonto. Sulla dorsale emiliana nubi sparse alternate a schiarite con tendenza dalla sera ad ispessimento della copertura fino a cieli nuvolosi o molto nuvolosi. Domenica: cieli in prevalenza coperti caratterizzati da un’estesa copertura bassa su aree pianeggianti, valli interne e zone costiere, associate a foschie dense e locali banchi di nebbia fino alla tarda mattinata e nuovamente dopo il tramonto. Possibili ampie aperture con buon soleggiamento durante la giornata nelle aree appenniniche romagnole. Temperature: minime senza variazioni significative, con valori compresi tra 6 e 9 gradi. Massime in lieve flessione sul settore occidentale, pressoché stazionarie altrove con valori compresi tra 9 e 11 gradi. Venti: deboli di direzione variabile sulla pianura, da deboli a moderati sud-occidentali sui rilievi con alcuni rinforzi lungo i rilievi romagnoli. Mare: poco mosso.

La giornata di Santo Stefano non mostrerà particolari novità con le nuvole sempre prevalentemente concentrate sulle pianure e anche i giorni successivi dell’ultima settimana dell’anno, almeno fino a giovedì 29 dicembre, non dovrebbero vedere l’arrivo di perturbazioni significative. L’alta pressione mostrerà una lenta tendenza a indebolirsi, in particolare in quota, dove si instaurerà un debole flusso occidentale. Le temperature potranno calare leggermente riducendo un po’ lo scostamento rispetto alle medie. Qualche cambiamento più significativo sembra profilarsi verso la fine dell’anno: un impulso di aria fredda potrebbe intrufolarsi nel Mediterraneo, portando la formazione di un minimo di bassa pressione. Una evoluzione incerta, la cui tendenza, se sarà confermata, potrebbe portare a un drastico seppur temporaneo cambiamento del tempo. Un ultimo dell’anno e un Capodanno che potrebbero risultare bagnati da nuove piogge e nevicate dunque per buona parte della Penisola, accompagnate da un contenuto calo delle temperature che sarebbe più sensibile sulle regioni settentrionali. Tendenza però quest’ultima ancora affetta da un’attendibilità molto bassa, per cui vi invitiamo a seguire i prossimi aggiornamenti.

Roberto Nanni Tecnico Meteorologo Certificato e divulgatore scientifico AMPRO Meteo Professionisti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...