“Guarda come viene giù”: la nevicata da manuale che ci fece esclamare quel 31 gennaio 2010

Gli inverni degli ultimi decenni vengono influenzati sempre più dai cambiamenti climatici, così come gran parte delle restanti stagioni, subendo delle profonde modifiche sia ai regimi termici che alla distribuzione dei quantitativi precipitativi. Con questa premessa, che poggia su evidenze scientifiche, possiamo affermare che le fluttuazioni atmosferiche seguono sempre meno il “normale” andamento stagionale, confermando interi mesi invernali nei quali le temperature si dimostrano miti e le precipitazioni scarse. L’unica eccezione sono le sporadiche ondate di freddo, ancor meno quelle di gelo, e la neve, che sulle pianure si rivela appannaggio di singoli e brevi episodi e speranza dei meteo-appassionati. Doveroso però è il confronto con eventi meteorologici in grado di stupire anche i più scettici, contraddistinti da pattern invernali in piena regola.

Senza scomodare il ricordo di grandi nevicate, come per esempio quella più recente del 2012 rappresentata da più episodi, esattamente in questo periodo di undici anni fa, la nostra penisola venne influenzata da un ampia depressione sul Nord Europa associata alla discesa di aria piuttosto fredda, nella quale poi si originarono diversi sistemi perturbati. Il fronte polare più significativo fu quello che il 31 gennaio del 2010 transitò sulle regioni del Nord Italia, generando un minimo di bassa pressione propio in Adriatico, e dal quale si ebbe uno tra gli eventi nevosi più intensi degli ultimi decenni che coinvolse le pianure e le coste dell’Emilia-Romagna. Le precipitazioni furono sin da subito a carattere nevoso a causa dell’accumulo di aria fredda proveniente da nord, investendo, dapprima la pianura centrale, e successivamente le zone settentrionali e occidentali della regione. Le nevicate in tarda mattinata si spostarono nuovamente verso le pianure centro-orientali creando disagi alla circolazione stradale e ferroviaria, e paralizzando l’aeroporto bolognese. Accompagnata da forti raffiche di vento, la perturbazione si allontanò verso est raggiungendo ben presto la Romagna e scatenando sulle province di Rimini e Pesaro un vero e propio inferno bianco (la cronaca riporta “autostrada e statale bloccate per diverse ore e scuole chiuse”); si esaurì non prima di sera, restituendo in poche ore un manto nevoso di 20 centimetri lungo le coste e oltre 30 centimetri nell’immediato entroterra.

Roberto Nanni Tecnico Meteorologo Certificato e divulgatore scientifico AMPRO Meteo Professionisti

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